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teatro

 

BIELLA 08-11-2023 Quello appena iniziato sarà un mese dedicato alle donne e al dramma che continua a vederle
vittime di violenze, soprusi, femminicidi. Sulle orme degli “Uomini in scarpe rosse”, il
movimento tutto al maschile che è nato all’interno della compagnia con l’intento di scuotere
sul tema soprattutto le coscienze maschili, l’intera compagnia si mette in gioco, a sostegno di
iniziative ispirate alla riflessione su questo fenomeno devastante e apparentemente
inarrestabile, ma altrettanto inaccettabile.
IL VALZER DELLE SOLITUDINI
Per gli studenti in orario scolastico e per tutti alla sera, Teatrando presenterà lo spettacolo “Il
valzer delle solitudini”, diretto da Paolo Zanone che, partendo da un testo di Monica
Gasparini, ha scelto di affidarne l’interpretazione a quattro giovani professionisti.
Proposto per la prima volta nel maggio scorso, durante il festival “Viaggio: orizzonti,
frontiere, generazioni”, lo spettacolo intreccia musica e parole affrontando il tema della
violenza contro le donne. L’autrice del testo si è ispirata a un reale fatto di cronaca: una
violenza subita in treno da una giovane donna, che stava rientrando a casa dal lavoro.
“Il racconto non vuole dare un giudizio – commenta Monica Gasparini – ma piuttosto stimolare
la riflessione. La realtà è che tutti e tre i protagonisti sono delle vittime, seppur in modi
molto diversi, e che la violenza genera violenza. Quello che mi auguro è che il racconto e la
trasposizione teatrale possano rendere tutti più sensibili e attenti al tema, magari anche più
pronti a intervenire di fronte a situazioni simili”.
Dopo averlo letto, Paolo Zanone ha capito che si prestava per essere teatralizzato. All’interno
di Teatrando, però, non c’erano gli interpreti adatti, per questioni anagrafiche soprattutto.
Ha quindi contattato tre giovani attori, compagni di studi di suo figlio al Teatro Stabile del
Veneto o suoi colleghi di lavoro. Per la parte musicale si è invece rivolto a un’altra giovane
artista, una violoncellista, che con le sonorità del suo strumento restituisce al meglio le
atmosfere del racconto.
I tre protagonisti della vicenda, interpretati da Chiara Pellegrin, Duccio Zanone e Giacomo
Mangiola, sono la vittima e due aggressori. Il racconto si sviluppa su sei monologhi. Ciascuno
dei tre, infatti, racconta in terza persona la propria storia prima del momento della violenza,
poi riprende la parola per condividere, in prima persona e a fatto avvenuto, il proprio punto
di vista. Alle parole si alternano i momenti musicali, affidati al violoncello di Giulia Gillio
Gianetta.
“Il racconto complessivo è molto forte emotivamente – spiega il regista – perché mette in
gioco temi connessi a quello principale della violenza e invita a una riflessione profonda. Nella
prima serie di racconti si ascolta il dramma nella vita dei due ragazzi e la serenità di quella
della vittima. Nasce quasi un senso di compassione nei confronti dei due aggressori, che tende
a scomparire quando le loro azioni li inchiodano. Seppur privo di un’effettiva azione, nella
messa in scena ho voluto svincolarmi dall’idea della semplice lettura in piedi davanti al
leggio. La musica accompagna il passaggio da una storia all’altra, facendo da collegamento. Ci
sono brani tratti dal repertorio classico, ma anche qualcosa di più contemporaneo”.
Ad ogni appuntamento interverrà anche la psicologa e psicoterapeuta Simona Ramella Paia,
presidente dell’associazione Paviol, per approfondire il tema in particolare nei momenti con
gli studenti, ma anche nelle serate aperte al pubblico.
Saranno 560 gli studenti (delle IV, delle V e alcuni delle III) coinvolti negli appuntamenti, che
saranno proposti nell’arco di tre giornate, grazie anche alla collaborazione della Camera del

Lavoro, che offrirà la sua sala gratuitamente, e di Città Studi, che ha concesso la Sala
Seminari a prezzo ridotto: 42 del Liceo “Avogadro” e 21 dell’Iti (lunedì 13 alle 9,30); 40
dell’Istituto “Bona” e 19 dell’Iti (lunedì 13 alle 11); 33 dell’Iti e 21 del “Bona” (martedì 14
alle 9,30); 134 del Liceo Artistico e Linguistico e 21 del “Bona” (martedì 14 alle 11); 65
dell’Istituto “Gae Aulenti” e 24 dell’Iti (lunedì 20 alle 9,30); 140 del Liceo del Cossatese nella
loro scuola lunedì 20 (80 alle 14 e 60 alle 15.15).
Sarà invece la sede di Teatrando, in via Ogliaro 5 a Biella, a ospitare le due repliche serali,
aperte a tutti e previste Lunedì 13 e Lunedì 20 Novembre, sempre con inizio alle 21.15. In
questo caso l’ingresso è di 8 euro. Acquisto biglietti online: www.teatrandobiella.it.
Prenotazioni telefoniche: 333.5283350. Solo info WhatsApp: 331.7473960.
GUARDABOSONE
Un gruppo di “Uomini in scarpe rosse” Giovedì 16 Novembre sarà a Guardabosone,
nell’ambito della rassegna “Donne e polis – Sguardi che attraversano il tempo” a cura del
Comune. Un breve flashmob, previsto alle 17.45, farà da introduzione all’incontro, previsto
alle 18 nel Salone Parrocchiale, dove è attesa la giornalista Giuliana Sgrena per un intervento
intitolato “Le donne ingannate”.
PIVERONE
Quattro attrici e un attore di Teatrando parteciperanno a un momento di sensibilizzazione
sull’attività della Casa Rifugio, organizzato dal Comune di Piverone in collaborazione con le
associazioni Underground e Paviol nell’ambito del progetto “Le radici del coraggio”.
L’appuntamento, previsto Martedì 21 Novembre alle 21.00 al Salone Contessa Eugenia a
Piverone, è intitolato “Le due metà della mela... senza dimenticare i semi” e prevede letture
e riflessioni sul tema della violenza di genere, che coinvolgeranno Simona Ramella Paia
(Paviol) e Alessandra Musicò (Underground).
TORINO
Gli “Uomini in scarpe rosse” scendono di nuovo in strada contro la violenza sulle donne,
organizzando un nuovo flashmob tutto al maschile, questa volta per le strade di Torino, in
programma Domenica 26 Novembre nel pomeriggio.
Per realizzare un’azione che sia d’impatto e scuota le coscienze, vogliono essere tanti e
hanno quindi lanciato questo appello: “Stiamo reclutando uomini che abbiano a cuore il tema
della violenza sulle donne, per farli diventare “Uomini in scarpe rosse”, in vista della marcia
che faremo nel capoluogo di regione, Torino, il prossimo 26 novembre, domenica pomeriggio.
Se siete interessati (e perché non dovreste esserlo?) vi preghiamo di contattarci al più presto
per ricevere tutte le informazioni del caso e conoscere il protocollo degli “Uomini in scarpe
rosse”. Grazie”.
Per partecipare occorre segnalare la propria adesione entro Domenica 19 novembre,
scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Gli uomini interessati verranno poi ricontattati per
ricevere tutte le informazioni necessarie. Il flashmob nasce infatti come azione di tipo
teatrale che, seppur molto semplice, richiede, per essere d’impatto, un abbigliamento
concordato e alcune istruzioni da seguire.
Il percorso completo per le strade di Torino è piuttosto lungo, ma è idealmente diviso in due
parti, proprio per permettere a tutti, anche a chi può camminare meno, di partecipare. Si
percorrerà tutto corso Giulio Cesare (da piazza Derna a Porta Palazzo), per poi raggiungere il
palazzo del Comune e svoltare a sinistra in direzione Piazza Castello, dove si uniranno coloro
che opteranno per il percorso più breve. Si proseguirà insieme lungo tutta via Roma fino a
Porta Nuova e ritorno, con due flashmob, che prevedono l’esibizione dei vari cartelli, in
piazza San Carlo. Al termine, coloro che avranno fatto il percorso più lungo, prenderanno il
tram per rientrare in piazza Derna.
Gli “Uomini in scarpe rosse” sono un gruppo di uomini che tre anni fa a Biella hanno scelto di
mettersi in gioco, attraverso un’azione simbolica. L’intento è di far riflettere e coinvolgere

altri uomini, per innescare una presa di consapevolezza e un cambio di mentalità, che
pongano fine all’inaccettabile dramma dei femminicidi.
“Di fronte a questo dramma che continua inesorabilmente, al punto che diventa difficile
persino tenere il conto delle vittime – commenta Paolo Zanone, ideatore degli “Uomini in
scarpe rosse” – penso che sia urgente e necessario, non solo continuare a parlarne, come già
si fa, ma far aumentare il numero degli uomini che, in autonomia, si esponga e manifesti il
proprio dissenso”.

 

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