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caprioglio alessandro

 

SANTHIA' 18-05-2022 Interrogazione del consigliere di opposizione Alessandro Caprioglio: "In occasione del centenario dello stabilimento santhiatese (1901-2001), le Officine Magliola hanno aperto al pubblico un grande Museo-archivio aziendale, che, oltre a rappresentare il “pezzo forte” delle celebrazioni, ha suscitato grande interesse da parte degli studiosi e degli appassionati, italiani e stranieri. Nella palazzina dell’Archivio, dove sono state raccolte centinaia di fotografie, oltre a documenti, riviste specializzate e materiale pubblicitario d’epoca, hanno trovato posto parti di veicoli, attrezzature e macchine utensili di vario genere, mentre, in un locale adiacente, è stato ricostruito il vecchio ufficio amministrativo della ditta. Per la ricchezza della documentazione esistente, questo Museo rappresenta un unicum nel panorama italiano delle ditte operanti nel settore delle costruzioni e riparazioni ferroviarie.
La valorizzazione di questa realtà farebbe onore sia alle diverse generazioni di imprenditori che si sono
succedute nella conduzione dell’impresa, sia al grande numero di dipendenti che, nel corso dei decenni,
sono stati più o meno direttamente “coinvolti” nella vita dell’azienda e hanno contribuito a generare quel
processo di identificazione dell’azienda con il territorio (il cosiddetto “milieu culturale”), che, come
sappiamo, è alla base della formazione di quel “sapere locale” che oggi viene sempre più ricercato come
caratteristica culturale di un determinato luogo. Si pensi, per fare solo qualche esempio, al legame
esistente tra Alba e i tartufi, tra il Biellese e il settore tessile, o tra Castellamonte e la ceramica. A Santhià
il legame tra cultura e territorio si è costruito anche attraverso il mondo delle ferrovie e delle Officine
Magliola.
Il Museo potrebbe rappresentare un attrattore culturale di primaria importanza, ed essere inserito in un
percorso di visita e riscoperta che, partendo dalla stazione ferroviaria, prevede una visita alle Officine e
poi alla Stazione Idrometrica e alla Centrale Ugliengo, situate tutte a poca distanza. Un percorso “unico”
nel suo genere, che consentirebbe di scoprire esempi di archeologia industriale presenti esclusivamente a
livello locale, frutto dell’ingegno e della lungimiranza degli industriali piemontesi attivi tra Otto e
Novecento. Non dimentichiamo che queste realtà hanno contribuito a innalzare le potenzialità di crescita
socio-economica delle famiglie locali e a migliorare la qualità della vita del nostro centro, incidendo
dunque in modo diretto nella formazione di un “genere di vita” locale. Per questo meritano senz’altro di
essere valorizzate.
Constatando
Che le cose sono andate in tutt’altro modo. La stazione idrometrica continua ad essere abbandonata a se
stessa, nonostante le periodiche “promesse” di restauro e riqualificazione. I magazzini della Centrale
Ugliengo e dell’ex Consorzio agrario sono ormai pericolanti e documentano a tutti, residenti e visitatori, il
declino del nostro centro.
Anche con riferimento alle Officine Magliola le cose sono andate in modo differente rispetto alle attese. I
nuovi acquirenti, subentrati alla storica famiglia biellese, non sono stati in grado di rilanciare l’azienda e
oggi la ditta è sottoposta a procedura concorsuale con grave danno economico per i dipendenti e per la
città, nella pressoché totale incapacità dell’Amministrazione comunale di difendere un protocollo firmato
davanti al Prefetto di quel tempo e di coinvolgere i referenti regionali e nazionali. E anche la speranza di
utilizzare almeno lo spazio museale, da rilanciare come patrimonio civico, sta venendo meno, un po’ alla
volta.

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