VERCELLI 11-04-2022 Arriva dall’ospedale Sant’Andrea di Vercelli la buona notizia per i malati di ipertensione
arteriosa, soprattutto per quelli ai quali le cure farmacologiche sembrano non fornire risultati
soddisfacenti: si tratta di un intervento con una tecnica innovativa che permette di curare
pazienti sempre più compromessi e con valori di pressione non controllabili con i farmaci.
«Si tratta di due interventi mini-invasivi ed effettuati quasi in Day Hospital - riferisce Francesco
Rametta, direttore della Cardiologia dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli - L’ipertensione
arteriosa è uno dei principali fattori di rischio per ictus e infarto cardiaco. È davvero un’epidemia
mondiale ed il numero di ipertesi in tutto il mondo è in continua crescita a causa
dell’invecchiamento della popolazione e di un numero sempre maggiore di pazienti obesi.
L’ipertensione arteriosa – prosegue - in Italia colpisce oltre 15 milioni di persone e rappresenta la
maggiore singola causa di morte cardiovascolare. La relazione dell’aumento dei valori pressori con
l’aumento della mortalità è molto forte: basti pensare che ogni 20 mm di Hg di pressione oltre il
valore normale, la mortalità a 10 anni raddoppia. Al contrario, la riduzione della pressione
diastolica di 10 mm di Hg produce la riduzione del 56% degli ictus cerebrali e del 40% del rischio
di cardiopatie coronariche».
«Questo intervento per il controllo della pressione arteriosa – aggiunge Fabrizio Ugo, responsabile
dell’Emodinamica - è una tecnica mininvasiva che va ad agire e a regolare l'iperattività dei nervi
che comunicano con il rene (da qui il nome di Denervazione renale o RDN). Un dispositivo
innovativo a forma di spirale viene posizionato nelle arterie renali sotto il controllo angiografico e
di un generatore di radiofrequenza. Viene erogata energia per l'ablazione dei nervi che avvolgono
entrambe le arterie renali e questo porta ad avere un miglior controllo della pressione arteriosa e
della qualità di vita. Molti pazienti, inoltre, hanno difficoltà a controllare la loro pressione solo con i
farmaci o modificando il proprio stile di vita e spesso non seguono la terapia farmacologica
antipertensiva - continua Ugo -. In questo senso la procedura di Denervazione renale può avere un
ruolo chiave nell'aiutare queste persone a mantenere sotto controllo i valori di pressione e quindi
apportate benefici concreti nella riduzione degli eventi cardiovascolari».


