
VERCELLI 23-03-2022I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Vercelli hanno deferito due imprenditori per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ed evasione contributiva in concorso.
L’emergenza sanitaria in atto su tutto il territorio nazionale sin dai primi mesi del 2020 ha imposto misure
importanti a sostegno ed integrazione del reddito da lavoro, interessando istituti classici come la Cassa
Integrazione Guadagni, sia ordinaria (CIGO) che straordinaria (CIGS) o in deroga. Durante il periodo della
pandemia, infatti, lo Stato italiano ha erogato diversi contributi a favore delle imprese per sostenerle
finanziariamente, soprattutto per quelle che dichiaravano di essere rimaste chiuse, ricorrendo ad un
trattamento emergenziale con cospicue erogazioni a favore del sostegno occupazionale (cd. cassa
integrazione covid). L’art. 19 del D.L. 18/2020 aveva stabilito che “I datori di lavoro che nell’anno 2020
sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da
COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale
o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19””. Il ricorso a tale norma, tuttavia,
era percorribile solo per quelle ipotesi in cui il datore di lavoro fosse stato costretto a sospendere l’attività
lavorativa di uno o più dipendenti in ragione dell’emergenza sanitaria, cioè a seguito degli effetti
pregiudizievoli della diffusione del virus Sars-Cov-2 ed il trattamento in questione poteva essere concesso
esclusivamente in situazioni in cui vi fosse stata una oggettiva difficoltà aziendale nella regolare
continuazione della propria attività produttiva.
Nonostante fossero ben chiari i presupposti per il ricorso a tale erogazione, i carabinieri del Nucleo
Ispettorato del Lavoro di Vercelli hanno scoperto che una ditta di pallet di un Comune vercellese, gestita da
due fratelli imprenditori, che avevano alle dipendenze otto dipendenti, per circa un anno (aprile 2020 –
marzo 2021) aveva presentato istanze di accesso alla “cd. cassa covid”, attestando falsamente di essere
rimasta sempre chiusa, ottenendo indebitamente contributi dallo Stato per oltre 42.000 euro. La ditta, in
realtà, è sempre stata aperta e gli operai hanno sempre lavorato regolarmente.
I carabinieri del NIL di Vercelli hanno svolto articolate indagini che hanno permesso di raccogliere
inconfutabili prove di reità a carico dei due fratelli imprenditori, che sono stati deferiti alla Procura della
Repubblica di Vercelli per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ed evasione contributiva in
concorso, nonché di dimostrare (per la prima volta in Italia) la violazione dell’art. 24 D.Lgs 231/2001
(responsabilità amministrativa del reato a carico della società), con conseguente emissione da parte del GIP
del Tribunale di Vercelli, di un decreto di sequestro preventivo per l’importo della somma indebitamente
percepita (42.815 euro).
Nei giorni scorsi i carabinieri del NIL hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo, bloccando
le somme depositate su diversi conti correnti bancari nonché sequestrando titoli di credito intestati alla ditta.


