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auschwitz

 

VERCELLI 11-10-2019 L’Università del Piemonte

 

Orientale aderisce a “Promemoria Auschwitz – Il treno della memoria”, il progetto di educazione alla cittadinanza attraverso la promozione della partecipazione, organizzato dall’Associazione Deina. L’Associazione Deina è nata con lo scopo di educare alla cittadinanza europea attiva e partecipata; tra i progetti attivi, Promemoria Auschwitz è pensato per accompagnare le giovani generazioni alla scoperta e alla comprensione della complessità del reale, a partire dal passato e dalle sue rappresentazioni. Dal 2013 Promemoria Auschwitz ha coinvolto oltre 13.000 ragazzi nelle attività dell'associazione visitando gli ex campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau (Polonia), Mauthausen-Gusen (Austria), Dachau, Sachsenhausen e Ravensbruck (Germania) e Terezin (Repubblica Ceca) e le città di Barcellona, Berlino, Budapest, Cracovia, Monaco, Praga, Sarajevo e Vienna. Il progetto prevede un percorso di formazione con incontri/laboratori che si conclude con la visita, in Polonia, dell’ex ghetto di Cracovia e degli ex campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau. «Vedere Auschwitz oggi e coglierne il significato, le implicazioni e le complessità – si legge nella presentazione del progetto – non può prescindere da una prospettiva che sappia allargare lo sguardo a una dimensione micro e macro-regionale, europea, universale. Guardare alla storia delle persecuzioni e degli stermini della seconda guerra mondiale significa infatti costruire la consapevolezza che i processi che ne furono alla base sono parte di un passato comune, così come lo sono le conseguenze sociali, politiche, culturali che quella storia ha portato». Grazie al coordinamento della professoressa Cristina Meini, docente di Filosofia e teoria dei linguaggi del Dipartimento di Studi Umanistici, sono stati messi a disposizione 10 posti per gli studenti dell’Università del Piemonte Orientale. La stessa professoressa Meini ha voluto sottolineare l’impegno dell’Ateneo in questa iniziativa, attraverso le parole di Primo Levi, che sopravvisse ad Auschwitz dopo avervi trascorso quasi un anno: «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre». E ancora: «L'Olocausto è una pagina del libro dell'Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria». I laboratori didattici alterneranno momenti di lezione frontale a workshop interattivi, affronteranno l’uso delle fonti storiche e memoriali e prevedono esperienze di produzione creativa, individuali e collettive, che potranno essere declinate in diverse discipline (teatrale, fotografica e di scrittura creativa).

 

 

 

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