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cinghiale

 

TORINO - 05-10-2019 - Si è svolto giovedì a Torino

 

 

un importante incontro che ha visto la presenza dei rappresentanti e dei tecnici di tutte le Province piemontesi. All’ordine del giorno, il contenimento degli ungulati, in particolare dei cinghiali che stanno causando vari problemi su tutto il territorio regionale, mettendo a rischio anche l’incolumità pubblica.

 
“Oltre alle riunioni che si stanno effettuando con i Comitati per la sicurezza e l’ordine pubblico delle varie prefetture piemontesi, abbiamo deciso di convocare un incontro con i rappresentanti e con i tecnici faunistici delle Province del Piemonte, per fare il punto della situazione per quanto riguarda il proliferare incontrollato in tutte le Province degli ungulati ed in particolare dei cinghiali –  ha spiega l’assessore regionale all’agricoltura, cibo, caccia e pesca Marco Protopapa.
 
Dalla riunione, alla quale era presente anche il vice presidente della Regione ed assessore alla montagna Fabio Carosso è emersa la chiara volontà da parte di tutti di mettere in atto tutte le misure possibili per il contenimento numerico dei cinghiali, per salvaguardare le culture ma soprattutto l’incolumità pubblica anche alla luce di una serie di gravi incidenti stradal”.
Tra le criticità spiccano la scarsità di organici per quanto riguarda le guardie venatorie come anche la necessità di un maggiore coordinamento tra le azioni svolte da Province, Ambiti territoriali di caccia e Comprensori alpini. Le soluzioni proposte sono ora al vaglio dei competenti uffici regionali. Tra queste, il potenziamento della cosiddetta caccia di selezione a lungo e medio termine.
 
Sempre per quanto riguarda l’operatività, si vuole dare vita ad un gruppo di lavoro con i tecnici di Regione, Province, Atc e Ca, finalizzato a formulare proposte per la revisione delle attuali linee guida regionali, mentre è stata valutata positivamente anche la proposta di potenziare il sistema informativo di gestione dei danni in agricoltura.
 

Infine è stato deciso di attivare un confronto con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), per quanto riguarda la verifica della fattibilità dell’ampliamento dell’utilizzo della cosiddetta “braccata” nella caccia di selezione al cinghiale.

 

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